Per coloro che suonano ad orecchio e non hanno chiari concetti come tonalità, intervalli, scale e relazioni tra gli accordi è necessaria una breve introduzione alla teoria musicale.

Tanti riescono a raggiungere risultati eccellenti affidandosi al talento e all’esperienza, ma conoscere le basi della teoria musicale è un valido aiuto per orientarsi nella scelta dei suoni.

In quest’ottica la tabella del centro tonale è uno strumento che permette di effettuare accostamenti musicalmente corretti dei loop.

Armonia Tonale

La nostra tradizione musicale si basa su un sistema di scale, una progressione graduale di suoni formata dalla successione di sette note.

La scala tipica del sistema tonale è chiamata scala diatonica naturale.

Sulla tastiera del pianoforte è rappresentata dalla successione di tutti i tasti bianchi. La prima nota viene indicata con la sillaba DO ed è seguita da RE, MI, FA, SOL, LA, SI per finire sul DO più alto.

Questo intervallo di otto note è chiamato ottava.

Basi di teoria musicale

Le note di un’ottava rappresentate su una tastiera

L’altezza di queste note è determinata dal sistema di accordatura che nella cultura musicale occidentale è basato sul sistema temperato.

Per i nostri scopi, ci basta sapere che il sistema temperato suddivide l’ottava in dodici sottointervalli chiamati semitoni.

I Gradi

Ogni nota di una scala assume una posizione precisa (ad esempio DO è la prima nota, RE la seconda etc.), indicata con il nome grado della scala”.

Corrispondenza tra note e gradi di una scala

Corrispondenza tra note e gradi di una scala

I gradi vengono indicati con i numeri romani (I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII,) o con un nome che indica l’importanza della nota all’interno degli accordi:

  • Tonica (I)
  • Sopratonica (II)
  • Modale (III)
  • Sottodominante (IV)
  • Dominante (V)
  • Sopradominante (VI)
  • Sensibile (VII)
  • Ottava (VIII)

Toni e Semitoni

Finora abbiamo parlato della scala diatonica naturale e della sua rappresentazione sulla tastiera come successione dei tasti bianchi.

I tasti neri introducono il concetto di scala cromatica: la successione di tutti i tasti, compresi quelli neri forma la scala cromatica, per un totale di dodici suoni chiamati semitoni.

Basi di teoria musicale

Differenza tra semitoni cromatici e diatonici

Il semitono è l’intervallo più piccolo in una scala basata sul sistema di accordatura temperato; il tono è la somma di due semitoni.

Se osserviamo la figura in alto, tra il tasto DO e il tasto RE c’è un tasto nero situato a distanza di un semitono dal primo e dal secondo. Ne consegue che la distanza tra le due note è di un tono.

È interessante notare come tra le note MI e FA e tra SI e DO, non ci sia la presenza di un tasto nero; questo perché distano già di un semitono.

Sulla tastiera distinguiamo questo caso con il termine: semitono naturale, differenziandolo da quello che vede la presenza del tasto nero, ovvero: semitono cromatico.

Il nome dei tasti neri

In una scala cromatica ascendente (quella effettuata partendo da DO e raggiungendo il DO all’ottava superiore, passando per tutti i semitoni) i tasti neri prendono il nome delle note che li precedono con l’aggiunta del segno #(diesis).

Il semitono che segue DO, ad esempio, diventa DO# (DO diesis).

Lo stesso tasto viene indicato con un nome differente se percorriamo la scala cromatica in modo discendente: in questo caso prenderà il nome della nota che lo precede, con l’aggiunta del segno b (bemolle), quindi REb.

Scala Maggiore e Tonalità

La scala diatonica naturale viene chiamata anche scala maggiore naturale o scala maggiore di DO.

Il nome maggiore indica un tipo di scala (modo) che è caratterizzato da una precisa distanza tra le note (gradi) che la compongono.

Studiando queste distanze possiamo capire come costruire altre scale maggiori partendo da note differenti e capire il concetto di tonalità.

La caratteristica del nostro modello (la scala maggiore di DO) è quella di presentare la seguente distanza tra i suoi gradi: tono – tono – semitono – tono – tono – tono – semitono.

Costruiamo, ad esempio, la scala maggiore di SOL: il I grado diventa la nota SOL e, seguendo le distanze del modo maggiore, il II grado cambia in LA, il III in SI, il IV in DO, il V in RE, il VI in MI, il VII in FA# e l’VIII grado in SOL.

La Scala Minore Naturale

Esiste anche la scala minore naturale, che può essere usata analogamente come modello (o modo) per le tonalità minori.

Ecco la successione dei gradi utilizzabile per costruire qualsiasi modo minore: tono – semitono – tono – tono – semitono – tono – tono.

Esistono altri modelli di scala minore come la scala minore melodica (con il sesto e il settimo grado alterati di un semitono solo nel senso ascendente) e la scala minore armonica con il settimo grado alterato e dal suono arabeggiante.

Intervalli e Accordi

Un intervallo è la distanza tra due note e gli esempi più semplici sono i toni e i semitoni. Ne esistono altri, però, come quelli di terza o di quinta, e non solo.

Se prendiamo come riferimento la scala maggiore di DO, quest’ultimo è costituito dalla distanza tra il I grado e il V.

Un intervallo di terza è quello che intercorre tra il I e il III grado. In particolare un intervallo così costruito è definito intervallo di terza maggiore (due toni).

Esiste anche l’intervallo di terza minore costituito da una distanza di un tono più un semitono.

Conoscere gli intervalli è alla base della costruzione degli accordi.

La sovrapposizione contemporanea di tre note, a distanza di terza l’una dall’altra, costituisce un accordo.

Basi di teoria musicale

Accordo di DO Maggiore

Per costruire accordi maggiori, a partire da qualsiasi nota, si deve suonare contemporaneamente una terza maggiore e una terza minore. Per gli accordi minori: una terza minore e una terza maggiore.

Basi di teoria musicale

Corrispondenze tra le sigle internazionali e gli accordi italiani

La Tabella del Centro Tonale

La tabella in basso è organizzata in modo tale, che partendo da una tonalità, ad esempio CMaj (Do maggiore) situata nella posizione 0, possiamo scegliere i loop nelle tonalità più vicine a questa posizione, certi di non sbagliare e di ottenere un buon risultato musicale.

Ad esempio, un loop di basso in CMaj (posizione 0) suona bene con un synth in GMaj (posizione 1) dando origine a un accordo di nona, di settima maggiore oppure di undicesima.

Allo stesso modo, suona bene con gli altri centri tonali della posizione 1 nonché con quelli del suo stesso centro tonale (Amin ad esempio).

Quindi tutti i centri tonali distanti una posizione (0 e 1, 1 e 2, 2 e 1, 2 e 3, 3 e 2, 3 e 4 etc.) sono tonalità vicine e danno come risultato un arrangiamento consonante, dall’impianto armonico tradizionale (come la musica dance commerciale) mentre più ci si allontana di posizione (accostamenti tra accordi in posizione 0 con quelli in posizione 2, 3 o 4 e cosi via), maggiore è il senso di dissonanza.

Questo non è un fatto negativo, anzi molti generi musicali, ad esempio l’Ambience, si basano proprio su armonie dissonanti, ricreando tessiture sonore molto caratteristiche.

Tabella del Centro Tonale
0 1 2 3 4 5 6 7
CMaj GMaj DMaj AMaj EMaj BMaj F#Maj C#Maj
Amin Emin Bmin F#min C#min G#min D#min A#min
FMaj BbMaj EbMaj AbMaj DbMaj GbMaj CbMaj
Dmin Gmin Cmin Fmin Bbmin Ebmin Abmin

Armonia Tonale e Modale

La maggior parte dei brani Pop sono basati principalmente sull’armonia tonale.

Fanno eccezione alcuni stili musicali – come R’n’B, Hip-pop, funky etc. – ispirati alla tradizione armonica jazz e blues, che utilizzano modulazioni (spostamenti di tonalità) e accordi tipici dell’armonia modale.

Quest’ultima è un sistema basato sui modi greci, particolari tipi di scale.