Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recordingIn questo articolo vedremo come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording, in maniera tale da far suonare al meglio le nostre produzioni audio.

Innanzitutto è necessario avere un buon suono in partenza: se gli strumenti utilizzati per le registrazioni audio sono di qualità non c’è bisogno di equalizzare, in quanto l’equalizzazione non fa altro che rendere il suono artificiale.

L’obbiettivo dell’equalizzazione è di ottenere una buona qualità sonora complessiva intervenendo sulle frequenze del brano per evitare un suono confuso e con poco mordente.

Un corretto equilibrio delle frequenze portanti dei vari strumenti musicali rende il brano estremamente nitido all’ascolto e ci consente di raggiungere la trasparenza e il vigore simile a quello tipico dei brani commerciali da Hit parade.

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording: gli strumenti necessari

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording: I quattro tipi di equalizzatori

Sembrerà scontato ai più esperti, ma chiaramente lo strumento necessario, che permette di effettuare interventi di equalizzazione è, per l’appunto, l’equalizzatore; ovvero un insieme di filtri e circuiti che consentono di agire su un determinato intervallo di frequenze.

Ne esistono, sostanzialmente, quattro tipi:

  • Equalizzatori grafici
  • Equalizzatori paragrafici
  • Equalizzatori parametrici 
  • Equalizzatori semiparametrici

La differenza tra gli equalizzatori grafici e parametrici sta nel fatto che l’intervallo d’azione del filtro, nel primo caso è fisso mentre nel secondo è impostabile dall’utente.

Le due tipologie intermedie sono dette ibride e presentano entrambe le caratteristiche.

Funzione dei filtri dell’equalizzatore

I filtri usati dall’equalizzatore servono a stabilire su quali frequenze audio intervenire.

Un filtro, altro non è che un selettore di frequenze: solo parte delle frequenze del segnale audio in ingresso vengono trasmesse in uscita.

Un classico esempio è l’effetto telefono sulla voce: questo lo si ottiene applicando un filtro che lascia passare solo le frequenze comprese tra 400 e 2000 Hz.

Esistono diverse tipologie di filtri: passa banda, passa alto, passa basso e a reiezione di banda.

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording: Tipologie di filtri

Il primo lascia passare un intervallo di frequenze, gli altri due (detti anche filtri di tipo shelf), selezionano rispettivamente, solo al di sopra e al di sotto di una frequenza soglia; l’ultimo filtro sopracitato lavora in maniera opposta al filtro passa banda.

A differenza dell’equalizzatore grafico, quello parametrico permette di variare l’ampiezza dell’intervallo e la frequenza soglia.

L’intervallo viene determinato selezionando una frequenza centrale (chiamata di intervento del filtro o centro focale) e variando un controllo chiamato “Q” per stabilire la larghezza della “campana”, più è stretta (“Q” basso) più l’intervallo è selettivo.

Equalizzare: nessuna ricetta è assoluta e perfetta

Equalizzare gli strumenti è una operazione in cui niente ha valore assoluto e nessuno potrà mai scrivere la ricetta che assicuri risultati perfetti.

Nell’equalizzazione, così come nell’arrangiamento e nel missaggio, entrano in gioco numerosissimi fattori soggettivi e non: scelte e gusto nell’accostamento degli strumenti, modalità di ascolto, sensibilità compositiva, corretta o meno insonorizzazione della sala di regia e tante altre variabili.

Tuttavia esistono linee guida che è bene conoscere e dalle quali partire per intervenire al meglio sulle frequenze portanti degli strumenti… la pratica e l’esperienza, poi faranno il resto.

Equalizzazione: cominciamo da cassa e basso

Come detto poc’anzi non è una regola assoluta (c’è anche chi preferisce equalizzare in primis batteria e voce), ma tra gli strumenti da equalizzare è bene cominciare da cassa e basso che rappresentano le fondamenta dell’intero brano… come si suol dire: “Tutto nasce dal basso…”

Quindi, la scelta timbrica di questi strumenti condizionerà sensibilmente la messa a punto di tutti gli altri strumenti.

Il suono di cassa e basso deve amalgamarsi ed essere percepito come qualcosa di unito e unico.

Per ottenere tale risultato è necessario dividere i compiti dei due strumenti, affidando alla cassa l’impatto e l’attacco e al basso la profondità.

L’attacco della cassa dovrebbe essere percepito in prossimità del torace, a un livello sonoro medio.

Se questo non accade, prova a tagliare un po’ di bassi e ad aumentare il volume.

Sia per la cassa che per il basso vanno, inoltre, eliminate le frequenze subsoniche, tagliando con un filtro shelf a 40 Hz (o meno).

Queste frequenze, anche se non percepite dall’orecchio umano, creano risonanze e il tipico suono boink.

Equalizzare rullante, tom, timpano e piatti

Se il suono del rullante non ti convince, prima di intervenire con l’equalizzatore, valuta la possibilità di utilizzarne un altro cercando quello che si adatta meglio al brano.

Quindi, elimina eventuali risonanze basse e agisci finemente sui medi cercando di creare un suono che cozzi con la voce.

I tom e il timpano possono essere messi in evidenza riducendo le basse frequenze ed enfatizzando le frequenze medio-alte.

Per i piatti è bene sottrarre le frequenze medie prima di aumentare quelle acute: otterrai un suono frizzante e arioso.

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording: la batteria
STRUMENTOFREQUENZEAZIONERISULTATO
CASSAda 50 a 80 HzEnfatizzazioneOttieni una maggiore profondità
//100 HzEnfatizzazioneAggiungi durezza al suono
//2500 HzEnfatizzazioneMetti in risalto l’attacco
RULLANTEda 150 a 250 HzEnfatizzazione/
Attenuazione
Avrai più o meno corpo
//1000 HzEnfatizzazioneOttieni un suono più duro e aggressivo
//5000 HzEnfatizzazioneOttieni una sonorità più brillante
PIATTI200 HzAttenuazioneRiduci il suono “gong”
//400 HzAttenuazioneOttieni meno corpo
//1000 HzAttenuazione/
Enfatizzazione
Ottieni un suono più o meno aggressivo
//da 13 a 15 KHzEnfatizzazioneOttieni un suono più brillante e cristallino
TOMda 80 a 125 HzEnfatizzazioneOttieni più profondità specialmente
nel timpano
//da 240 a 250 HzEnfatizzazioneOttieni un suono più corposo
//da 350 a 400 HzAttenuazioneElimini i rimbombi
//da 3000 a 5000 HzEnfatizzazioneOttieni un attacco più deciso

Equalizzare piano, tastiere e chitarre

Piano, tastiere e chitarre sono gli strumenti che rappresentano il corpo del brano musicale.

Equalizzarli al meglio significa passare diverse ore sul mix, in quanto occupano un intervallo di frequenze esteso e molto simile.

Qundi la prima regola è di evitare sovrapposizioni massicce su uno stesso intervallo che generalmente producono un suono confuso e indistinto.

Per fare questo, una buona tecnica consiste nel creare veri e propri buchi di frequenza, sottraendo con una campana mediamente larga le frequenze di alcuni strumenti per evidenziarne altri.

Per strumenti come il piano e i synth, è bene togliere un po’ di frequenze inferiori ai 150 Hz per evitare conflitti con il basso.

Un ultimo consiglio: non caricare troppo l’arrangiamento; potrai così dare più spazio alla voce solista.

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording:

gli strumenti armonici

STRUMENTOFREQUENZEAZIONERISULTATO
PIANOda 70 a 120 HzAttenuazione/
Enfatizzazione
Agisci in maniera negativa o positiva
sul “corpo” e la profondità del suono
//da 270 a 400 HzAttenuazioneRiduci lo risonanza, in particolar modo
nei pianoforti acustici
//1500 HzEnfatizzazioneFai diventare il suono più metallico
//da 3 a 5 KHzEnfatizzazioneAumenti la “presenza”
//da 8 a 12KHzEnfatizzazioneOttieni una sonorità più cristallina
CHITARRA ELETTRICA50 HzAttenuazioneElimini le subsoniche e ottieni
un suono pulito
//da 200 a 300 HzEnfatizzazioneDai più corpo e presenza al timbro
//da 2 a 3 KHzEnfatizzazioneHai un suono più “aggressivo e graffiante”
CHITARRA
ACUSTICA
da 70 a 120 HzAttenuazione/
Enfatizzazione
Agisci in maniera negativa o positiva sul “corpo” e la profondità del suono
//da 200 a 300 HzEnfatizzazioneDai più corpo e volume al timbro
//da 5 a 10 KHzEnfatizzazioneOttieni più attacco e brillantezza
BASSOda 50 a 80 HzEnfatizzazioneDoni profondità al timbro
//da 700 a 1000 HzEnfatizzazioneMetti in risalto l’attacco
e dai più “punch”

Equalizzare archi e fiati

Solitamente questi strumenti sono utilizzati per brevi parti e disposti leggermente indietro nel mix, con un pizzico di riverbero.

Generalmente per gli archi è preferibile puntare su un attacco morbido del suono; quindi l’attrito dell’archetto sulla
corda, dovrebbe essere appena percettibile.

I fiati, usati per parti di insieme, possono essere enfatizzati agendo sulle frequenze acute e usando una campana piuttosto ampia per creare un suono più brillante.

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording: Archi e Fiati
STRUMENTOFREQUENZEAZIONERISULTATO
ARCHIda 150 a 250 HzEnfatizzazioneTi assicuri un suono più corposo ed un
aumento di volume
//1000 HzAttenuazioneOttieni un suono più dolce
//da 2000 a 3000 HzEnfatizzazioneDai più brillantezza al suono
FIATIda 200 a 400 HzEnfatizzazioneDai più corpo e volume
//3000 HzAttenuazioneOttieni un suono meno stridulo
//da 7 KHz 12 KHzEnfatizzazioneDoni brillantezza e metti in risalto
il movimento dell’arco

Per finire equalizziamo la voce

La voce è l’elemento più importante di tutto il mix.

Una cattiva qualità della voce pregiudica la riuscita dell’intero brano, rendendo vano il lavoro fatto con gli altri strumenti.

Se la ripresa vocale non è stata effettuata correttamente, non esitare a rifarne un altra.

Prima di procedere con l’equalizzazione ascoltala attentamente e, solo se necessario, decidi di intervenire.

Quindi lavora sulle frequenze più acute che apportano intelligibilità al testo e brillantezza, ma stai attenti alle sibilanti prodotte dalle consonante “S” e “Z”.

Per dare più o meno presenza agisci intorno ai 5 KHz.

Solitamente se durante la ripresa della voce è stato utilizzato un buon microfono a condensatore non è necessario ritoccare le altre frequenze.

Come equalizzare gli strumenti musicali in home studio recording: la voce
FREQUENZEAZIONERISULTATO
50 HzAttenuazioneElimini l’effetto “pop” tipico delle consonanti labiali
da 170 a 400 HzEnfatizzazioneOttieni un generale aumento del volume
200 HzAttenuazioneOttieni meno confusione
1000 HzAttenuazione/
Enfatizzazione
Intervieni sulla “nasalità” del suono
da 2800 a 5000 HzEnfatizzazioneAumenti la “presenza”
da 7 a 10 KHzEnfatizzazioneOttieni una maggiore chiarezza.
Fai attenzione alle “sibilanti”
15 KHzEnfatizzazioneDai più “aria” al timbro

Per concludere ecco 10 consigli per una equalizzazione perfetta: