Compressore Audio dbx 160

Compressore Audio

Quando, diversi anni fa, ho cominciato a “strimpellare la chitarra”, tra le altre cose, sentivo i musicisti più esperti parlare di compressore… sino ad allora conoscevo solo il compressore che “spara aria compressa…”

Poi scopro che esiste un compressore per l’audio, in grado di tenere sotto controllo la dinamica. E’ questa dinamica che cosa è?

Proviamo un po’ a chiarire questi concetti, con i quali ti ritroverai spesso a che fare sia che ti stia avvicinando alla produzione musicale in home studio, sia se intendi imparare a suonare un qualsiasi strumento musicale.

Cos’è la dinamica di un brano musicale

La dinamica è un concetto che deriva da quello di volume, o di intensità, o ampiezza del suono.

Durante la riproduzione di un brano musicale l’ampiezza del suono subisce una serie di variazioni: in alcuni momenti è più bassa, in altri è più alta; ci sono variazioni lente ed altre più veloci. Queste alterazioni, nel loro insieme, definiscono la dinamica del brano.

Cos’è la gamma dinamica

La gamma dinamica di un brano musicale è la differenza tra l’ampiezza massima e l’ampiezza minima del segnale audio, nell’arco della durata totale del brano stesso. 

Facciamo un esempio utilizzando i decibel (l’unità di misura dell’ampiezza del suono): se l’ampiezza massima di un brano è di 73 dB e quella minima è di 31 dB, allora la gamma dinamica del brano sarà di 42 dB (73 dB – 31 dB).

Perché controllare la gamma dinamica?

Si agisce sulla gamma dinamica, per ridurre gli sbalzi di ampiezza all’interno di un brano musicale. In questo modo, si riesce a dare maggiore coerenza al volume complessivo del brano stesso.

Un brano di musica dance non presente quasi alcuna variazione di ampiezza: la sua gamma dinamica è prossima a 0 dB (decibel), in quanto, la tensione e il volume non devono mai calare, visto che il brano deve far ballare per tutta la sua durata.

Un brano di musica pop, invece, può avere una gamma dinamica più ampia (una decina di dB). Tuttavia, è bene che non presenti troppi sbalzi di ampiezza, in quanto deve poter essere ascoltato con le più disparate apparecchiature di riproduzione (anche le più datate).

Un brano con un esteso intervallo dinamico, risulterà quasi inascoltabile su riproduttori economici e non proprio di ultima generazione.

Riproducendo un brano di musica classica con una radiolina, l’ascolto risulterà difficile. Ciò è dovuto proprio all’ampia gamma dinamica, tipica dei brani di musica classica.

Il compressore audio

Comprimere la dinamica di un brano musicale (o una sua porzione) significa operare in maniera tale che le sue fluttuazioni dinamiche siano ridotte, ovvero, “compresse”

Si può lavorare sulla compressione del segnale audio, sia utilizzando apparecchiature hardware (le migliori sono quelle in tecnologia valvolare), sia adoperando appositi software; in genere plugin da integrare in sequencer e audio editor.

I parametri che i compressori audio mettono a disposizione, sono identici sia per compressori hardware sia per compressori software (questi ultimi, infatti, sono emulazioni dei primi).

Quindi, questa distinzione non ci interessa particolarmente, tranne che per una importante questione che riguarda lo 0 dB (soglia di distorsione), nel dominio digitale.

Guadagno e soglia di distorsione

In tutti i circuiti che accettano e gestiscono l’audio (digitale o analogico), è più corretto parlare di guadagno del segnale anziché di ampiezza.

Il guadagno rappresenta il rapporto tra l’ampiezza del segnale in ingresso al circuito e quello in uscita.

In uno strumento digitale il segnale può essere solo attenuato e non amplificato (lo stadio d’amplificazione è a cura dell’impianto d’ascolto).

Il suo valore massimo, quindi, si ottiene per un guadagno unitario (il segnale d’ingresso ha la stessa ampiezza di quello d’uscita). Esprimendo quest’ultimo in decibel, otteniamo il valore 0 dB (derivato dal fatto che log 1=0).

Lo 0 dB è indicativo della massima ampiezza gestibile e rappresenta la soglia di distorsione digitale. Ecco perché tutti i software audio riportano i valori dell’ampiezza del segnale con segno negativo e indicano con 0 dB il valore massimo.

Ad esempio, -10 dB indicherà un’ampiezza maggiore di -25 dB. Il valore di 0 dB è il massimo raggiungibile dal sistema prima della distorsione digitale. Oltre lo 0 dB il segnale viene tagliato e “squadrato”; il suono quindi risulterà poco gradevole all’ascolto.

Attenzione, quindi, a non superare mai lo 0 dB nell’applicare la compressione, e in generale.

I parametri della compressione audio

Il primo parametro di un compressore audio è la Threshold (soglia), ossia l’ampiezza minima che fa entrare in funzione il compressore. Con una threshold regolata su -20 dB, l’ampiezza del segnale che non supera questa soglia non viene modificata dal compressore audio.

I valori superiori sono invece processati in base alle regolazioni dei parametri Ratio (rapporto di compressione) e Gain (guadagno). Il primo viene indicato come un rapporto (ad esempio 2:1, oppure 8:1) e definisce di quante volte viene ridotta la gamma dinamica del segnale.

Poniamo, ad esempio, che la gamma dinamica del brano, al quale applichiamo la compressione, sia di 30 dB e che la threshold sia al di sotto del valore minimo (in modo che tutto il segnale venga compresso). Con una ratio di 2:1, la gamma dinamica verrà ridotta a 15 dB. Impostando un valore di 4:1, la gamma dinamica verrà ridotta a 7,5 dB. Il valore 10:1, ridurrà la gamma dinamica a soli 3 dB.

Complichiamo il nostro esempio con altri dati utili, in modo da analizzare altri aspetti. Ipotizziamo che l’ampiezza massima del brano sia -5 dB (quindi, vista la gamma dinamica di 30 dB, sappiamo che l’ampiezza minima è -35 dB) e che abbiamo regolato la threshold a -25 dB.

Compressore Audio - Grafico 1

Tutte le ampiezze al di sotto di -25 dB rimarranno inalterate. Quelle al di sopra verranno compresse a seconda della ratio. Con una ratio di 2:1 la dinamica dell’intervallo interessato (da -25 dB a -5 dB) sarà ridotta da 20 dB a 10 dB. Quindi il valore massimo sarà portato a -15 dB.

Compressore Audio - Grafico 2

Con una ratio di 4:1, la dinamica sarà ridotta a 5 dB, per cui il valore massimo sarà portato a -20 dB, e così via. Ora che abbiamo ridotto il valore massimo dell’ampiezza, interviene il terzo parametro di compressione: il Gain. Il suo compito è quello di “alzare” tutte le ampiezze dopo la compressione.

Nel caso della ratio di 2:1, nell’esempio precedente, in cui il valore massimo del brano era stato portato a -15 dB, l’applicazione di un gain di + 15 dB porterà il valore massimo esattamente a 0 dB, e il valore minimo, che era di -35 dB, a -20 dB.

In questo modo, sia l’intervallo che è stato compresso, sia l’intero brano, vengono complessivamente portati a valori molto più alti e le differenze di ampiezza vengono ridotte.

Compressore Audio - Grafico 3

Altri parametri presenti nella maggior parte dei compressori audio sono: Attack e Release (attacco e rilascio); questi sono parametri di tipo temporale e vengono espressi in millesecondi.

Il Parametro Attack del compressore

L’Attack determina la velocità con la quale il compressore audio entra in funzione quando il segnale supera la threshold. 

Il Parametro Release del compressore

Il Release indica la velocità con la quale il compressore smette di funzionare quando il segnale scende al di sotto della threshold.

Il Parametro Knee

Infine, il controllo di knee (ginocchio), regola la “spigolosità” del cambio di pendenza nella curva di compressione, ed ha una funzione analoga a quella dell’Attack.

Altri processori di dinamica

Il Limiter

Il limiter è un compressore in cui la ratio è fissa e viene indicata col valore di ∞:1 (infinito ad uno). In termini matematici ciò significa che la pendenza della curva di compressione, oltre la threshold, è infinita.

Limiter

In altre parole al di sopra della soglia di compressione, la gamma dinamica viene ridotta a zero, per cui tutti i valori al di sopra della threshold sono portati esattamente al valore della threshold.

Il limiter viene utilizzato quando si vuole impedire al suono di superare una certa soglia.

L’expander

L’expander è un processore audio che svolge il lavoro inverso rispetto al “compressore audio”: aumenta, anziché diminuire la gamma dinamica del segnale.

Expander by steinberg

Expander by Steinberg presente in Cubase Pro e Nuendo

Viene utilizzato di rado e solo in occasioni particolari dove si vuole enfatizzare la differenza tra i livello minimo e massimo dell’ampiezza del segnale.

Il Noise Gate

Il Noise Gate viene utilizzato per sopprimere un segnale al di sotto del valore di soglia. In questo modo è possibile eliminare tutti i fruscii di sottofondo. Quando si utilizza questo processore bisogna stare ben attenti a non sopprimere porzioni utili del segnale, oltre al rumore.

Il De-Esser

De-Esser

DeEsser by Waves

Il DeEsser è un compressore audio che viene applicato solo sulle frequenze caratteristiche dei suoni sibilanti della voce (prodotte dalle consonanti “S” e “Z”), riducendo l’effetto “invasivo” e poco piacevole che tali frequenze producono.

Compressore multibanda

C4 multiband compressor

C4 multiband compressor by Waves

Il compressore audio multibanda è un processare di dinamica in grado di agire in modo separato su particolari bande di frequenza, applicando così differenti regolazioni a suoni di diversa frequenza.

Un esempio, fra i tanti possibili, è il caso in cui si voglia comprimere una traccia di batteria quando non si può intervenire sui singoli elementi.

In tal caso, il compressore multibanda potrà agire in modo diverso sulla cassa (frequenza basse), sul rullante (frequenze medie), sui piatti (frequenze alte), così da realizzare una compressione mirata sui vari elementi del set di batteria.

Il compressore multibanda è ampiamente utilizzato in fase di mastering, dove il segnale da processare è un file stereo esportato al termine della fase di mixaggio. Capite bene, che in questa situazione, il margine d’azione è molto limitato e non è un caso che esista la figura professionale del fonico di mastering, il quale svolge un lavoro di “fino”, sui file audio processati dal fonico che ha effettuato il mixaggio.

Comprimere gli strumenti

Attenzione: le informazioni a seguire sono puramente indicative. Per ottenere un suono a regola d’arte vanno considerati innumerevoli fattori. Tuttavia per chi è completamente a digiuno su tale argomento, le impostazioni consigliate possono essere un punto di riferimento dal quale cominciare e da riconsiderare caso per caso.

Compressione sulla chitarra acustica

L’uso del compressore audio sulla chitarra acustica può aiutare ad ottenere un suono più denso e costante. L’attack non deve essere troppo veloce: tra i 20 e 40 millisecondi, così da conservare la naturalezza dell’attacco del plettro sulle corde.

Compressione sulla chitarra elettrica

L’uso del compressore audio sulla chitarra elettrica è importante, visto che la dinamica è poco controllabile. Un suono che va spesso in feedback trarrà grandi vantaggi da una compressione ben regolata. Se la chitarra svolge un ruolo ritmico sono consigliabili un attack molto veloce e un basso release.

Compressione sul basso

Le corde più spesse del basso, suonano più forte rispetto a quelle più sottili; una compressione è utile per rendere il suono più omogeneo ed uniforme. Un buon consiglio è quello di “amalgamare” il basso con la cassa della batteria che, in genere, è più costante.

La ratio può variare da 1,5:1 a 6:1, a seconda di quanto è stato regolare il bassista nella sua esecuzione. È importante l’uso di un attack abbastanza veloce per le parti “slappate”.

Compressione sulla batteria

L’attack va regolato abbastanza veloce (circa 10-20 ms), ma senza esagerare, altrimenti il compressore agirà bruscamente anche sulla parte iniziale del suono (la più importante), rischiando di appiattire troppo il segnale.

Va prestata particolare attenzione nella regolazione del Gain, onde evitare distorsioni. È consigliabile, nel caso in cui si stia lavorando su una traccia di batteria, preventivamente mixata ed esportata in un file stereo, l’utilizzo di un compressore multibanda.

Compressione sulla voce

Le regolazioni della compressione sulla voce sono molto delicate. È bene evitare un attack veloce, che può causare fluttuazioni innaturali e una distorsione del segnale.

Un release troppo rapido, invece, causa pulsazioni o respiri (breathing) quando l’intensità della voce cambia rapidamente. Release lente possono causare la “perdita” delle porzioni di segnale di livello più basso; quindi, intervenite con molta cura!

Per il momento è tutto… alla prossima!

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