Creare effetti speciali con le modulazioni

Creare effetti speciali con le modulazioni

Abbiamo appena terminato la registrazione di un’interessante riff di chitarra o magari di una traccia di basso dal groove accattivante. Tuttavia, nonostante la corretta ripresa e la ritmica incalzante, riascoltando attentamente le take, queste risultano “piatte” e con scarso mordente.

Tra gli altri fattori, questo può dipendere dal fatto che il nostro orecchio si è abituato ad ascoltare produzioni musicali con suoni molto particolari, filtrati a tal punto da essere completamente stravolti.

Per ricreare queste sonorità, che sembrano appunto provenire dallo spazio, spesso e volentieri, vengono utilizzati i cosiddetti effetti di modulazione.

Vediamo, dunque, quali sono questi effetti, come rendere più interessanti le nostre take e come creare effetti speciali con le modulazioni.

L’effetto Chorus

L’effetto chorus si ottiene attraverso le oscillazioni (tra un minimo ed un massimo) dell’intonazione (pitch) e la sfasatura temporale del segnale audio. La sensazione è quella di “movimento” e imperfezione tipica di un coro.

Il chorus è un effetto di puro abbellimento in quanto non simula la realtà, ma riesce ad “ingrassare il suono” rendendolo più interessante.

Come creare un timbro caldo e corposo utilizzando il chorus

Il chorus è uno degli effetti di modulazione in grado di dare più corpo al suono di uno strumento.

Il parametro sul quale intervenire è, solitamente, Depth o Width. Nella maggior parte dei casi assume valori variabili dall’1 al 100%.

Impostando valori superiori al 60% si ottiene un effetto molto corposo, di solito indicato per suoni di chitarra e pianoforti elettrici. Nulla vieta di sperimentare, impostando valori differenti.

Tuttavia, come già detto in altre occasione, cercate di non esagerare per evitare di stravolgere il timbro originario dello strumento musicale.

Come creare un effetto spaziale col chorus

In questo caso, il parametro del chorus che rende il suono “fantascientifico” è lo Speed, detto anche FrequencyRate.

Portando il valore a circa 0.7 Hz il timbro risulta ancora abbastanza naturale.

Valori ≥ 1.0 Hz, producono un suono ciclico e metallico.

Per sperimentare timbri particolarmente inusuali, il parametro Speed va impostato su valori ancora più elevati.

Gli strumenti e gli effetti da abbinare al chorus

L’effetto chorus è particolarmente indicato nei suoni di chitarra pulita, soprattutto se arpeggiata, in quanto dona profondità e calore allo strumento.

Per un utilizzo creativo si può provare ad associare il chorus all’overdrive e al distortion; meno consigliato l’abbinamento col fuzz.

Il chorus lavora bene anche con delay molto corti, mentre è meglio non abbinarlo a riverberi troppo lunghi.

L’effetto Phaser

L’effetto phaser si ottiene sommando al segnale originale una sua copia con sfasatura non costante, con un ritardo intorno ai 5 ms. E’ un effetto che dà un particolare movimento al suono.

Per ottenere risultati gradevoli, il parametro Speed non deve superare il valore  0.65 Hz, tranne il caso in cui si voglia ottenere, intenzionalmente, effetti particolarmente innaturali.

Il parametro Feedback regola la quantità del segnale “effettato” da inviare nuovamente in ingresso, per essere riprocessato ulteriormente. Solitamente un buon valore di Feedback può essere impostato intorno al 50-60%.

Creare effetti speciali abbinando delay e phaser

Inviando il segnale prima a un delay e poi ad un phaser, si ottiene un timbro molto particolare. In questo caso il delay, invece di ripetere più volte lo stesso suono darà risultati sempre differenti.

Con un delay non troppo corto il timbro può risultare molto creativo, soprattutto se utilizzato solo in alcune parti di un brano musicale.

L’effetto Flanger

L’effetto flanger non è altro che un un phaser con un delay molto più lungo (generalmente impostato tra i 5 e 15 ms).

Il flanger è un effetto “esagerato” per propria natura: è bene, quindi, tenere il parametro Rate sempre al di sotto del valore 0.8 Hz e utilizzare valori di Depth vicini all’80%.

Per il parametro Feedback solitamente si utilizzano valori intorno al 60%.

L’effetto Tremolo

I parametri del tremolo solitamente sono tre.

Il primo è il solito Speed, che generalmente è impostato su valori elevati: anche 4 – 5 Hz. Tuttavia è buona norma cercare di sincronizzarlo alla velocità del brano.

Il secondo parametro è il Wave, che stabilisce la forma d’onda utilizzata per LFO.

Il terzo parametro è ancora una volta il Depth.

L’effetto Rotary

Il rotary è un effetto di modulazione solitamente impiegato negli organi Hammond. Quest’ultimo, infatti, disponeva di uno speaker rotary chiamato Leslie.

Il Leslie era composto da altoparlanti rotanti i quali producevano un suono caratterizzato da forte spazialità.

Oltre al controllo Speed, il rotary  presenta un selettore di velocità (Low e High), creando l’effetto “accelerazione” dato, appunto, dal passaggio tra le due velocità.

Applicare gli effetti di modulazione sulla batteria

Per quanto riguarda la batteria, generalmente è meglio optare per un suono naturale. Tuttavia, si può provare ad applicare un phaser al rullante, soprattutto se quest’ultimo ha un suono troppo secco o poco riverberato.

L’ideale è fare in modo che l’effetto sia differente su ogni colpo di rullante, impostando bassi valori di Speed.

C’è anche chi utilizza un flanger (non troppo invasivo) sui piatti per ottenere un effetto ± originale.

Dove inserire le modulazioni in una catena di effetti

La scelta della posizione giusta è molto delicata: solitamente gli effetti di modulazione vanno inseriti dopo la preamplificazione (ed una eventuale distorsione) e prima degli effetti d’ambiente come delay e riverbero.

Naturalmente le eccezioni sono sempre possibili e da considerare a seconda del sound che s’intende ottenere.

Guide introduttive che potrebbero interessarti: