Mixer audio analogico

Mixer audio analogico

Se si vuole inserire nei propri mix tutti gli strumenti e l’outboard presenti nello studio, scegliere il mixer audio giusto è indispensabile per aggiungere flessibilità al setup.

Disponendo di un’interfaccia audio con un buon numero di I/O, un mixer con sufficienti canali consentirà di portare le tracce nel dominio analogico e usare gli equalizzatori o le mandate send/return per colorarne il suono o mixarle più comodamente.

Mixer Audio Analogico

Nonostante la rivoluzione digitale, la componente analogica resta un punto fermo all’interno della maggior parte degli studi di registrazione.

Ancora oggi, infatti, nella realizzazione di un prodotto musicale, l’acquisizione delle fonti sonore e il loro successivo missaggio possono essere svolti utilizzando un mixer audio analogico.

Pensando agli home studio, dove spesso non trovano posto strumenti come i mixer digitali in quanto molto costosi, un mixer analogico è da tenere in considerazione.

La soluzione migliore, in questo caso, è quella ibrida: un banco analogico per la ripresa e il premix delle fonti sonore e un computer provvisto di scheda audio per la conversione del segnale in digitale e l’editing.

Cos’è il Mixer?

Il mixer è lo strumento che permette di lavorare su molteplici segnali audio e di indirizzarli verso una o più direzioni comuni.

Attraverso il mixer è possibile interagire con le singole tracce dei nostri brani (o gruppi di esse), regolandone il bilanciamento, la posizione nel panorama stereo, gli effetti, l’equalizzazione e così via, trasformando la cruda ripresa dei vari strumenti nel lavoro finito che, in gergo, chiamiamo mix .

A prescindere dal numero dei canali, il mixer è composto da varie sezioni.

Nel pannello posteriore (o a volte in alto) troviamo gli ingressi di canale (a seconda del tipo sono presenti connettori XLR, TSR o RCA), le eventuali uscite Direct Out, le uscite Master (anche qui XLR o TSR) e quella per le cuffie.

La sezione di ingresso del Mixer

Ogni canale mono, presente nel mixer, integra sia un ingresso di linea su jack da 6,3 mm, che un ingresso microfonico, solitamente su connettore XLR bilanciato.

Questi ultimi sono dotati di alimentazione Phantom a 48V (attivabile tramite un apposito tasto situato sul retro) per l’utilizzo di microfoni a condensatore,.

La differenza fondamentale tra questi due segnali risiede nel fatto che un segnale microfonico presenta una tensione molto più bassa rispetto ad un ingresso di linea e, dunque, andrà amplificato in maniera differente.

I punti di Insert

I cosiddetti Insert, sono altri punti del mixer in cui il segnale può essere deviato verso l’esterno.

Si tratta di una presa jack stereo per cui, se non viene inserito alcun connettore, il segnale prosegue normalmente il suo percorso.

Se invece viene inserito un apposito cavo stereo, il segnale può essere prelevato prima delle mandate ausiliarie ed essere elaborato da apparecchiature esterne come: equalizzatori, processori di dinamica, noise gate ecc…

Dopo le eventuali modifiche il segnale viene immesso nello stesso punto nel mixer.

Gain

Subito sotto, troviamo il primo potenziometro detto Gain o Trim, tramite cui è possibile regolare il livello di preamplificazione dell’audio in ingresso.

Filtro Passa-Alti

I canali mono dispongono anche di un filtro passa-alti (con taglio sugli 80 Hz) con il quale è possibile attenuare i rumori a bassa frequenza.

Equalizzatore

L’equalizzatore permette di modificare la risposta in frequenza di un segnale audio.

Le possibilità di intervento dipendono dalla tipologia di mixer in nostro possesso.

In generale lo stadio di equalizzazione di un canale di ingresso di un mixer è composto da un certo numero di filtri che agiscono sul suono in maniera indipendente.

Tali filtri possono essere di due tipi: a frequenza fissa o parametrici.

Nel primo caso agiscono su una determinata frequenza, producendo quindi un’esaltazione o un’attenuazione di una certa quantità di dB in una banda centrata sulla frequenza d’azione (quest’ultima può essere riportata sul pannello o semplicemente indicata dalla casa costruttrice nel manuale allegato al prodotto).

Nel secondo, i filtri agiscono su una frequenza che non è fissa ma è possibile variare tramite un apposito potenziometro.

Se i potenziometri vengono invece posti su una posizione centrale (FLAT), non influiranno né in positivo né in negativo sulla gamma di frequenze e, quindi, non percepiremo alcuna modifica sul segnale.

Mandate Ausiliarie

Dopo l’equalizzatore troviamo le Aux send, potenziometri con cui regolare la quantità di segnale da mandare ad apposite uscite (Bus) per poi ritornare nel mixer attraverso i canali Return.

Nei mixer di fascia più elevata è possibile scegliere tra due tipi di Aux send: Pre-Fader e Post-Fader.

Nel primo caso il segnale viene prelevato prima del cursore del volume del canale, facendo sì che, anche nel caso in cui questo sia abbassato, arrivi comunque al Bus.

Questa modalità viene in genere utilizzata per mandare in cuffia al musicista solo ciò di cui ha bisogno, senza dover ogni volta rimettere le mani sul mix.

Tramite le mandate Post-Fader, invece, il segnale arriva ai Bus dopo essere passato per il cursore del canale e, quindi, il suo volume dipenderà da esso.

Questo tipo di mandata si usa per il collegamento dell’effettistica.

I mixer di fascia economica hanno solo una o due mandate ausiliarie, mentre i modelli più costosi arrivano anche a otto o più.

Panorama Stereo e Volume

Il mixer, come la quasi totalità degli apparecchi audio, è predisposto per la stereofonia, quindi presenta in uscita almeno due canali distinti che possono essere utilizzati per ricostruire un’immagine stereo.

Il segnale monofonico di un singolo canale può essere inviato in diversa misura ai due canali di uscita attraverso il controllo di Pan Pot (Panoramic Potentiometer).

Questo controllo rotativo presenta normalmente uno scatto al centro della corsa corrispondente ad un posizionamento stereofonico centrale; cioè il segnale è presente su entrambi i canali di uscita nella stessa misura.

Ruotandolo il potenziometro verso destra o sinistra otterremo un’immagine stereo spostata, con maggior presenza di segnale sull’uscita corrispondente.

Mute, Solo, PFL

Il Mixer può presentare i pulsanti Mute, utile per silenziare un canale, Solo per ascoltare il canale in modalità esclusiva (mettendo in Mute tutti gli altri), PFL (Pre Fader Listening), per monitorare il segnale prima che questo passi per il cursore del volume (utile per impostare la quantità di Gain del canale)

Fader

Chiude la catena il Fader o Slider il quale ha il compito di dosare il volume del segnale di ogni singolo canale nel missaggio generale.

Di solito agisce su una scala graduata in decibelIl decibel è l'unità di misura di quello che comunemente viene chiamato: "volume" di un suono.... More in cui il valore 0 db corrisponde più o meno ai 3/4 della scala.

Per ottenere le migliori prestazioni e non introdurre possibili disturbi (quali distorsioni) nel mix, non bisogna mai oltrepassare questo valore.

Gruppi di Canale

Nei modelli di mixer un po’ più avanzati troviamo una sezione di Group Bus (o semplicemente gruppi).

Si tratta di canali supplementari che ricevono a loro volta uno o più canali normali.

I gruppi vengono utilizzati, in genere, per facilitarsi il lavoro nel caso del mixaggio di uno strumento che richiede una ripresa con più microfoni (come una batteria) o, come nel nostro caso, per collegare il mixer agli ingressi di un’interfaccia audio multitraccia.

Come scegliere il Mixer Audio giusto

Se si dispone di una semplice scheda audio stereo e si vuole semplicemente registrare strumenti esterni o microfonati, la soluzione più economica è quella di dotarsi di un mixer stereo senza Group Bus e affidare la sezione di monitoring alle uscite della scheda.

Un’alternativa migliore è quella di acquistare un mixer con 2 Bus, collegarlo in ingresso alla periferica audio tramite le apposite uscite Sub Out ed usare il Master verso i monitor per l’ascolto.

In genere, proporzionalmente al numero di I/O dell’interfaccia audio a disposizione, crescerà il numero di Bus più congeniale al setup.

Valutate la presenza delle uscite Direct Out.

Queste uscite, di solito collocate sul retro del mixer, permettono di prelevare direttamente il segnale di ogni canale e mandarlo, ad esempio, all’interfaccia audio o a un registratore multipista.

Scegliete un mixer con un numero di canali sufficiente ad accogliere tutte le fonti audio di cui disponete.