Plug-In

Plug-In VST

In passato l’utilizzo di effetti come riverberi, compressori e filtri era riservato ai professionisti che lavoravano nei grandi studi di registrazione.

Il costo elevato, e l’ingombro di questi processori di segnale, li rendevano inaccessibili alle piccole realtà dedicate al recording studio.

Grazie alle tecnologie virtuali, sviluppate per l’hard disk recording, le cose sono cambiate: sono tanti i software audio in grado di emulare i nostalgici processori analogici.

Tali software vengono identificati come Plug-In.

Se sei un sound designer a tutti gli effetti, la lettura di questa guida potrebbe risultare scontata; nel caso, invece, tu sia un aspirante home recorder, completamente a digiuno in materia, questa guida potrebbe tornarti utile e fornirti alcuni spunti sul tema.

Cos’è un Plug-In?

Un Plug-In è un software che non può essere utilizzato da solo: per funzionare deve essere richiamato da un altro programma che funge da “ospite”.

Il programma principale viene definito col termine “host” (ospite), mentre, il plug-in svolge una funzione accessoria di supporto.

È il caso degli effetti che possono essere richiamati da un sequencer: possiamo installare, ad esempio, un riverbero virtuale e far sì che il sequencer lo utilizzi su una o più tracce audio.

Cosa significa il termine Plug-In?

La parola “plug-in” viene dall’inglese “to plug” che significa “inserire la spina”.

Il termine si riferisce alla necessità dei vecchi dispositivi (musicali e non) di utilizzare collegamenti fisici per poter aggiungere una macchina accessoria che svolgesse funzioni addizionali.

Per connettere i vari moduli dei vecchi synth analogici si usavano molti cavetti jack, detti appunto plug.

Come si utilizzano i Plug-In?

Il software host controlla i plug-in tramite tecnologie specifiche, driver preposti alla loro gestione.

Quelle più usate sono DirectX e VST per i sistemi Windows, AU, RTAS e TDM per i sistemi Mac.

In genere per utilizzare un plug-in è necessario installare il file eseguibile in una specifica cartella del programma host.

Nei prodotti Steinberg, ad esempio, c’è una apposita cartella denominata VSTPlugins.

Cosa sono i Virtual Instruments?

I plugin, oltre che gli effetti, possono emulare strumenti musicali come sintetizzatori o campionatori.

Questi strumenti virtuali possono essere controllati sia dalle tracce MIDI del software sia da strumenti MIDI esterni.

I sistemi per la gestione dei Virtual Instrument sono contrassegnati da una “i” finale: ad esempio, i virtual instruments che si basano su tecnologia VST sono identificati con la sigla VSTi.

Cosa sono i DirectX?

Sono l’insieme dei driver distribuiti da Microsoft per i sistemi operativi Windows.

Gestiscono la grafica, l’audio e le animazioni 3D.

Un plug-in in tecnologia DirectX utilizza l’accelerazione fornita da questi driver per il proprio funzionamento.

In genere, se il programma host consente l’uso di altre tecnologie, ad esempio VST, è preferibile utilizzare queste ultime.

DirectX è spesso abbreviato in DX.

Dove si applicano i VST?

VST sta per Virtual Studio Technology.

È una tecnologia introdotta nel 1996 da Steinberg per realizzare uno studio virtuale all’interno del software Cubase.

I plugin VST sono attualmente compatibili con la gran parte dei software commerciali, sia su piattaforme Windows sia su Mac.

Quando si usano gli AU?

AU sta per AudioUnit ed è la tecnologia per il controllo dei plug-in introdotta da Apple per Mac OS.

I plugins di tipo AU sono utilizzati, ad esempio, dal noto sequencer Logic Pro di Apple.

Cos’è Audio Suite?

È una tecnologia per l’utilizzo dei plug-in adottata su sistemi Mac.

Il difetto è che non possono essere utilizzati in tempo reale.

È necessario, perciò, applicare gli effetti quando il software non è in riproduzione e, solo in seguito, controllare il risultato.

Che vuol dire RTAS?

La Real Time Audio Suite, aggiunge alla tecnologia Audio Suite la possibilità di utilizzare gli effetti in tempo reale.

Questo sistema ha ormai definitivamente soppiantato i vecchi Audio Suite.

Chi utilizza i TDM?

Time Domain Multiplex è un sistema per la gestione dei plug-in, creato da Digidesign per i sistemi Pro Tools.

Richiedono l’uso di schede audio della Digidesign per poter funzionare.

Cosa significa MAS?

Sta per MOTU Audio System.

È una tecnologia introdotta da MOTU per la gestione dei plug-in sui propri software, come Digital Performer.

Quanti Plug-In si possono utilizzare?

Il numero massimo di plug-in utilizzabili contemporaneamente, nello stesso programma, non è fissato dagli autori dei software.

Il limite viene raggiunto quando il carico sulla CPU e sulla RAM diventa eccessivo.

Una buona soluzione in questo caso consiste nel convertire tutti i Virtual Instrument da tracce MIDI a tracce audio, in modo da ridurre i calcoli che deve effettuare il processare.

Conclusioni

Dunque, se prima eri completamente all’oscuro sul significato del termine Plug-In, e del ruolo che esso svolge nell’hard disk recording, probabilmente, adesso, avrai le idee più chiare.

Prossimamente, a seconda dei casi, cercheremo di approfondire come funzionano i vari plugins (in particolar modo i VST ed i VSTi), quando utilizzarli e come utilizzarli, all’interno di una produzione musicale home recording.

Con questo è tutto… alla prossima!