Interfaccia audio PCI

Scheda audio PCI

La scheda audio PCI è un’interfaccia interna usata per allestire DAW indicate per il mastering, sintesi sonora e campionamento. Le schede audio PCI, continuano ad avere la loro importanza (nonostante la diffusione di interfacce audio portatili basate su connettività FireWire e USB) specialmente in relazione a specifiche tipologie di impiego.

Non garantiscono la portabilità offerta da un’unità esterna, ma offrono un più elevato livello di integrazione e prestazioni, rese ancor più apprezzabili dall’evoluzione tecnologica e dai costi sempre più accessibili.

Scheda audio PCI per DAW dedicate

Una scheda audio interna può svolgere efficacemente il suo lavoro in numerosi contesti. Oltre all’allestimento di DAW fisse, le PCI card possono tornare utili per trasformare un computer in un modulo sonoro, in un campionatore, in una stazione da destinare all’ottimizzazione audio e al mastering.

Nella maggior parte dei casi si tratta di soluzioni hardware progettate per l’acquisizione e la riproduzione di segnali linea o digitali, come ADAT e S/PDIF. Spesso sono impiegate alla stregua di terminali AD/DA. In un allestimento analogico, una scheda audio PCI di buona qualità consente di armonizzare il tutto trasformandolo in uno studio di produzione musicale assistita.

Le schede PCI, inoltre, non necessitano di un’alimentazione dedicata visto che basta quella erogata dal bus a cui sono connesse. Non interferiscono in modo diretto con le altre architetture presenti nel sistema e le periferiche ad esse associate: USB e FireWire.

Non è un caso se, ancora oggi, alcune interfacce audio/MIDI professionali dialogano con il PC proprio a mezzo di una connessione proprietaria mediata dalla presenza di una scheda PCI progettata ad hoc.

Valutazioni prima dell’acquisto

Prima di acquistare una scheda audio PCI è bene prestare attenzione a come sono ingegnerizzate le terminazioni. In alcuni modelli, le prese d’ingresso e uscita sono accessibili direttamente dalla staffa di fissaggio della scheda, mentre in altri sono fruibili attraverso cavi multipli collegati alla staffa tramite un connettore multipolare. Quest’ultima soluzione è da preferire per evitare l’usura dei connettori saldati sul circuito.

A parità di condizioni, è meglio optare per modelli dotati di processare FPGA o similari, che assicurano l’implementazione di un’architettura di controllo molto più versatile rispetto alle interfacce che ne sono sprovviste. Il pannello software dev’essere completo ed intuitivo, per pilotare le funzionalità dell’hardware.

Nelle schede audio PCI, il Control Panel è l’unico modo gestire l’hardware, che è privo di interruttori e potenziometri. Se il computer sarà posizionato distante dalle altre apparecchiature presenti in studio, è indispensabile la presenza di terminazioni bilanciate, che assicurano una migliore trasmissione del segnale, al riparo da interferenze di varia natura che possono insinuarsi lungo il percorso.

Le schede sono disponibili su bus PCI, o su bus PCIe (la “e” sta per Express). Il secondo è da preferire, in quanto più veloce e affidabile; tuttavia bisogna assicurarsi che la scheda madre del computer sia equipaggiata con uno slot compatibile.

Evitare conflitti tra periferiche

Il buon funzionamento di una scheda audio PCI inizia sin dall’installazione, che deve essere effettuata seguendo alcune semplici ma precise regole.

In condizioni ideali, ad ogni sottosistema presente all’interno di un computer dovrebbe essere assegnato un livello di IRQ univoco; questo per evitare l‘insorgenza di conflitti, mentre le periferiche dialogano con la CPU.

Tuttavia è possibile che due o più dispositivi condividano lo stesso livello di IRQ. Nella maggior parte dei casi, tale eventualità non produce problematiche di rilievo, grazie alla tecnologia IRQ-Sharing.

In ogni caso, per evitare potenziali inefficienze del sistema è consigliabile installare la scheda audio in uno slot a cui è riservato un IRQ non condiviso con altre risorse, oppure condiviso con risorse disattivate o inutilizzate. Per verificare questa condizione basta esaminare la documentazione relativa alla scheda madre presente nel computer.

Nel manuale della mainboard, è presente la tabella in cui sono indicate tutte le assegnazioni IRQ; quindi va individuato uno slot PCI assegnatario di un IRQ esclusivo, o in alternativa condiviso con una periferica che può essere disattivata o, ancora, assegnato ad uno slot che non ospiterà alcuna scheda.

ESI Juli@

ESI Juli@ offre due set di terminazioni di connessione. Uno con prese bilanciate Jack TRS da 1/4″ e uno con prese sbilanciate RCA, intercambiabili con una semplice manovra di smontaggio e montaggio. La scheda mette a disposizione 2 ingressi e 2 uscite analogiche, 2 porte MIDI standard e I/O – S/PDIF su RCA.

Alla gestione dei flussi audio digitali e del traffico dati, da e verso il bus PCI, provvede il DSP Via Envy 24 HT-S, mentre per favorire le operazioni di programmazione dell’assetto hardware è stato impiegato un CPLD Xilinx XC9536

Scheda audio PCI ESI Juli@

ESI Juli@

 

ESI Juli@
Input analogici 2
Output analogici 2
Input Hi-Z No
Presa cuffie No
I/O digitali S/PDIF
Alimentazione Phantom No
Midi I/O IN/OUT su prese DIN 5-pin
Connettività PCI
Risoluzione massima 24 bit
Frequenza massima 192 kHz
Compatibilità PC/MAC/PC-Linux
Software incluso Cubase LE
Alimentazione PCI