TAE di Arturia, è stata una delle più grandi fortune della stessa azienda, la quale ha introdotto questa tecnologia, per la prima volta, con il soft-synth Moog Modular V.

TAE di Arturia

Onda sawtooth generata da un synth hardware analogico

L’acronimo sta per True Analog Emulation e si riferisce ad una tecnologia basata su una serie di algoritmi di processamento tramite cui emulare al meglio il comportamento di alcuni circuiti analogici.

TAE di Arturia, ha permesso di progettare oscillatori aliasing-free, e quindi di minimizzare l’introduzione, nel segnale generato, di quelle frequenze spurie tipiche del funzionamento degli oscillatori digitali.

Fenomeno, quello dell’aliasingavvertibile soprattutto nella parte più alta dello spettro e che contribuisce a degradare la qualità del suono.

Spettro frequenziale aliasing-free

Spettro frequenziale prodotto da un oscillatore aliasing-free

Grazie alla tecnologia TAE, inoltre, è possibile clonare fedelmente l’azione di alcuni leggendari moduli di sintesi come il classico filtro del 4° ordine Moog Low-Pass.

È ancora, ottimizzare l’andamento dei profili d’onda per renderli più simili a quelli generati dagli strumenti emulati.

Nonché riprodurre alcune instabilità tipiche dei circuiti analogici di passata generazione.

Il frutto di questo lavoro è ben udibile anche in Origin.

Nonostante sia impensabile poter replicare al 100% il colore e le nuances timbrico-tonali di strumenti che hanno fatto storia, la TAE è in grado di regalare pregevoli emulazioni.

Ovviamente tutto questo ha un “costo” abbastanza salato che si paga con le abbondanti risorse di calcolo che il sistema esige per poter funzionare a dovere.

Origin, infatti, non genera il suono tramite l’utilizzo di librerie di campioni già pronte, ma lo produce calcolando in tempo reale le waveform in base ai numerosi parametri introdotti dall’utente.